mercoledì, aprile 29, 2009

VELVETT FOGG - ST
(69-MASTERPIECE HEAVY-PSYCH PROG)

Velvett Fogg - Velvett Fogg



questo disco è una perla! Si dovrebbe comprare anche solo per la canzone "yellow cave woman"!!
è un capolavoro!e tutto il resto del disco non è male!Vi lascio questa recensione che ho trovato bighellonando qua e la!

"...c'è parecchia buona musica in questo disco; ricorda Velvett Fogg, ne sentirai ancora parlare...". Così John Peel concludeva la redazione delle note di copertina dell'unico album inciso dai Velvett Fogg. Se si può pienamente concordare sulla prima parte dell'affermazione, il riferimento a un futuro ricco di soddisfazioni resta purtroppo lettera morta e a posteriori suona (per quanto in buona fede) come ingloriosa beffa. Eppure in quell'unico LP c'è veramente tanta buona musica. A iniziare da Yellow Cave Woman (scritta da Law) che presenta una rigida struttura seriale, percussiva e ipnotica, resa corposa dalle evoluzioni dell'ottima chitarra di Eastment e arricchita dall'organo, fluido ed essenziale, di Wilson; per continuare con la splendida ballata di Once Among The Trees (ancora Law l'autore, una delle più belle ballate di tutto l'underground inglese) che si svolge su un'esile trama di chitarra d'origine folk, percorsa da efficaci linee d'organo e valorizzata dalla prestazione solista di un Eastment particolarmente ispirato. E ancora, la notevole versione di Come Away Melinda (Hellerman - Minkoff, recuperata dal primo album omonimo del 1967 del cantautore americano Tim Rose), in anticipo su quella eseguita dagli Uriah Heep nel 1970 per l'album ...Very 'Eavy...Very 'Umble. Introdotta dall'organo di Wilson, la cover sviluppa un suono moderno e innovativo, allo stesso tempo decadente, poetico e inquietante, ricco d'insoliti effetti elettronici. Potrebbe bastare, ma non si possono tralasciare lo scarno strumentale di Owed To The Dip, giocato sui contrappunti di chitarra e hammond, e la buona resa di New York Mining Disaster dei Bee Gees (un successo a 45 giri nel 1967 per il gruppo dei fratelli Gibb). Tanto meno si possono trascurare la curiosa e originale Wizard Of Gobsolod, la cadenza ipnotica di Lady Caroline (forse dedicata alla coraggiosa stazione radio privata dell'underground inglese, ma John Peel la pensa diversamente; entrambe le canzoni sono composte da Eastment), le soluzioni ritmiche della bella Within The Night (ancora di Law, caratterizzata da una linea lirica orientaleggiante e da un potente inserto strumentale) e dell'ossessiva Plastic Man (Wilson - Mullett). E' davvero triste constatare che una formazione come Velvett Fogg, dotata d'idee originali e buona tecnica strumentale, sia passata inosservata e ancora oggi resti ai margini di un recupero generalizzato di complessi e musicisti a volte di qualità inferiore.

Link: http://link-protector.com/x-61650

THE GHOST WHEN YOU'RE DEAD - ONE SECOND1970

The Ghost - When You're Dead - One Second

Questo è il disco nato sulle ceneri dei velvett fogg e ho deciso di postarlo subito dopo il primo...non all'altezza del predecessore, ma c'è del buono...vi lascio ancora una recensione non mia...

Nell'unico album da loro inciso e pubblicato, i Ghost si dimostrano gruppo di indubbio valore creativo e di ottima caratura tecnica, capace di agire con naturalezza nell'ambito di strutture strumentali tutt'altro che semplici e scontate, mostrando al tempo stesso una invidiabile asciuttezza espositiva. Già l'eccellente apertura di album con When You're Dead è significativa: costruita su un ritmo incalzante fornito dalla potente e sicura sezione ritmica, con misurati ma caratterizzanti inserti di organo, la canzone esprime trame vocali aggressive e oscure a mezza strada tra California e Germania e si avvale di un convincente assolo di Eastment. Too Late To Cry si affida a un torrido, insistito riff rock blues ai confini con l'hard, spaziato da ampie parti solistiche di Eastment; molto bella anche la solida ballata rock di For One Second, condotta dall'ottima voce di Guy. Il contrasto con le partiture folk apportate dalla Kent è evidente: la rilassata ballata di Hearts And Flowers e la raffinata Time Is My Enemy (sottolineata dalla chitarra di Eastment) forniscono la base per la voce profonda ed espressiva della cantante. Gustoso è il R&B organistico di In Heaven, in tipico stile Sixties e dotato di originali armonie vocali; curiose e avvincenti le trame liriche di Night Of The Warlock e della frizzante My Castle Has Fallen. Indian Maid impressiona per la duttilità delle voci che recuperano emozioni "californiane", capaci di innestare misteriosi rituali indiani su una base strumentale duttile e mutevole. The Storm incolla l'inflessione folk della voce della Kent sulla chitarra rock blues di Eastment, in un affascinante ibrido dai toni inquietanti, mentre la cadenzata ballata di Me And My Loved Ones (ancora con l'eccellente voce di Guy) chiude brillantemente un disco dallo stile a tratti discontinuo a causa delle differenti vocazioni creative dei compositori (Eastment, Guy, Kent), ma proprio per questo motivo ricco di spunti originali e di grande interesse.

6 commenti:

Regolo ha detto...

Bel disco! Interessante...come sempre accade per le tue proposte.Grazie e continua così. Ciao

diego ha detto...

Complimenti.
Ho il vinile di questi Velvett Fogg.
Capolavoro godibilissimo che non avevo mai visto in nessun blog.
Bravo.

Beatnik ha detto...

hey betelgeuse! is there any chance to post Allan Holdsworth "Igginbottom's Wrench" ??? thanks in advance...

Betelgeuse ha detto...

http://lix.in/-4e31ec

:)

Beatnik ha detto...

thanks a bunch betelgeuse !!!

The Master_21 ha detto...

Lo comprai per mille lire alla Dimar!! Grande.

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